Negli anni si è radicato un concetto molto meccanicistico: al manifestarsi del "crack" corrisponderebbe lo sblocco della vertebra. Ma è davvero così? Dopo più di dieci anni di professione mi capita spesso che la persona sotto le mie mani non scrocchi affatto. È una questione di bravura, o alcune persone semplicemente non scrocchiano? Per rispondere bisogna capire com'è fatta un'articolazione.

Com'è fatta una camera articolare

La capsula articolare è un rivestimento connettivale che avvolge e protegge l'articolazione, facilitando il movimento e contribuendo alla stabilità. La camera articolare è una camera a pressione negativa, come una camera stagna sotto vuoto: questa pressione dipende dal rapporto tra il volume della camera, l'elasticità delle sue pareti e il volume del liquido sinoviale al suo interno.

Perché si genera il "crack"

Perché si verifichi il fenomeno udibile, l'atto manipolativo deve superare transitoriamente le capacità adesive delle superfici articolari, creando una diastasi di circa 0,02 millimetri tra i capi articolari. Questo provoca un collasso della pressione negativa e un rapido passaggio dallo stato liquido a quello gassoso dei cataboliti disciolti nel liquido sinoviale: è il fenomeno della tribonucleazione, oggi la spiegazione più accreditata del Pop Sound.

Perché non tutte le persone scrocchiano

Tornando al quesito iniziale: no, non tutti scrocchiano. Una capsula articolare fibrotica, quindi meno elastica, è molto più difficile da mobilizzare, e superarne le capacità adesive diventa arduo. Senza un margine di elasticità su cui giocare, il collasso pressorio repentino non avviene e non si produce alcun rumore.

Il vero obiettivo della manipolazione

Il target della manipolazione non è ricreare un rumore, ma generare una risposta neurofisiologica: una rimodulazione del tono di base della muscolatura profonda, in stretta relazione con il sistema scheletrico. Il fenomeno udibile è soltanto un effetto secondario all'atto manipolativo, non il suo scopo.

Il vero obiettivo della manipolazione non è "sbloccare la vertebra", ma generare una risposta neurofisiologica sulla muscolatura profonda.